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L'avvocato è caduto nella rete.

Le recenti e rilevanti novità del codice deontologico ad opera del Consiglio Nazionale Forense in tema di comunicazione e promozione on line, hanno dato avvio ad un epocale cambiamento di rotta.

Le recenti e rilevanti novità, intervenute con il parere n. 1164 del Consiglio di Stato dello scorso marzo e la successiva modica dell’art. 35 del codice deontologico ad opera del Consiglio Nazionale Forense in tema di comunicazione e promozione on line, hanno dato avvio ad un epocale cambiamento di rotta: anche l’avvocato è oggi autorizzato ad impiegare, pur nel rispetto di alcuni fondamentali principi, tutte le dinamiche di libera concorrenza via web, con il superamento dei tradizionali modelli di informazione e pubblicità del passato.

La categoria forense italiana - complice anche la direttiva 2000/31/CE su “E-Commerce”, che promuove una nuova concezione europea della professione intellettuale, ritenuta sempre più inclusa al concetto di impresa - può, dunque, ufficialmente promuovere e comunicare la propria attività secondo le comuni leggi del mercato e quindi anche attraverso tutti gli strumenti offerti dalla rete quali piattaforme, network e social.

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