Start up innovative: il 2016 chiude con più 40%.

Secondo il rapporto 2016 del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) dedicato allo Startup Act italiano, il 2016 ha fatto segnare un incremento del 40% di start up innovative rispetto all’anno precedente.

Si parla di 5.942 unità, ben il 160% in più rispetto al 2014.  Segno che anche la policy nazionale per la promozione delle startup ha funzionato e sta funzionando.

Del totale di 5.942 nuove imprese, 1.127 start up innovative (il 19% del totale) si sono iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese nei primi sei mesi del 2016, 2.246 (38%) nel 2015, e 1.528 (26%) nel 2014.

Dal rapporto, che avrà, inoltre, il compito di aggiornare il Parlamento Europeo sulle politiche rivolte alle start up adottate dal Mise, si evince come oltre alla nascita, il 95,1% sia ancora attiva a tre anni dalla costituzione, un dato molto interessante se paragonato al 76,8% del tasso di sopravvivenza del totale delle imprese italiane rilevato da Istat.

Gli aspetti positivi delineati dal rapporto riguardano anche l’occupazione. Al 30 settembre 2016 si potevano contare 23.045 soci operativi e 9.042 addetti, mentre nell’intervallo tra giugno 2015 e giugno 2016 le persone direttamente coinvolte nelle start up innovative sono cresciute del 47,5%.

Dati supportati anche dalla crescita del valore generale della produzione, quasi raddoppiato da 320 a 600 milioni di euro, secondo i bilanci 2015.
In riferimento, invece, alla concentrazione geografica, la Lombardia è in testa con il 21,7%, a seguire l’Emilia Romagna, con l’11,9% delle startup innovative il Lazio con il 10,1% (9,3%), e il Veneto con il 7,5% (8,5%).

Sempre la Lombardia spicca per numero di SIAVS (start up innovative sociali): il 25,8% delle startup a vocazione sociale è qui localizzato, a fronte del 21,7% di tutte le imprese iscritte nella sezione speciale. Ed è ancora la Lombardia a far segnare il primato con il più alto numero di startup clean tech con 109 (17,6% del totale nazionale); segue l’Emilia Romagna con 85 (13,7%).

Per quanto riguarda gli incubatori di impresa, come si evince dalla relazione del Mise, a fine giugno 2016 risultano registrati 39 incubatori certificati. Di questi i 3/4 sono localizzati al Nord, la Lombardia è ancora la regione leader con 14 incubatori, circa il 25% è situato al Centro e soltanto unonell’area del Mezzogiorno (in Sardegna).

E anche in tema di Pmi innovative la regione italiana con la più alta quota è, ancora una volta la Lombardia al 23%; seguono l’Emilia Romagna con l’8,8%, la Puglia con il 7,8%, il Lazio con il 6,9%