Nuove norme per velocizzare le procedure esecutive e concorsuali

L'Italia cerca di snellire adempimenti e procedure per favorire gli investimenti e sbloccare il sistema creditizio in favore delle imprese.
Il Decreto Legge 59/2016 del 3 maggio 2016, intitolato Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione, contiene importanti misure a sostegno delle imprese e, al contempo, di accellerazione dei tempi di recupero dei crediti.

Il complesso degli interventi avrà ripercussioni positive sull’economia reale in quanto le banche, che rientrano più facilmente dei loro crediti, disporranno di spazi maggiori in bilancio per erogare prestiti alle imprese.

Allo stesso tempo, sarà più facile per le imprese ottenere finanziamenti dagli istituti di credito, che possono contare su procedure semplificate e celeri per recuperare le somme erogate in caso di inadempimento nel pagamento delle rate.

Il patto marciano

Il “patto marciano” prevede l’assegnazione stragiudiziale degli immobili dati a garanzia di un finanziamento ed è la novità più rilevante tra quelle del decreto legge: a fronte di un finanziamento le parti stipulino un contratto di cessione di un bene quale garanzia della restituzione. In caso di inadempimento del debitore, la banca entra in possesso del bene (che non può coincidere con l’abitazione dell’imprenditore né di un suo congiunto) con una procedura molto semplice, senza il passaggio per il sistema giudiziario.

Al debitore spetta comunque la differenza tra il debito residuo e il valore del bene. Il valore del bene viene stimato da un perito indipendente, nominato dal giudice. Questa misura consente quindi di stipulare contratti di finanziamento con la facoltà per il creditore di entrare in possesso del bene posto in garanzia in soli 7-8 mesi contro i 40 attualmente stimati per le esecuzioni immobiliari attraverso la procedura giudiziale. Se l’effetto è evidente per i nuovi finanziamenti, la misura ha un impatto anche sui contratti di finanziamento già stipulati, per due ordini di motivi.

Innanzitutto le parti possono trovare utile rinegoziare il contratto di finanziamento, così che il patto marciano possa essere introdotto in fase di rinegoziazione: il debitore potrebbe averne un beneficio in termini di durata e di costo del finanziamento, il creditore potrebbe aumentare le probabilità di recuperare il prestito. Un secondo effetto è legato al rapporto tra stock e flussi di procedure giudiziali: il tempo di smaltimento delle procedure già avviate dipende anche dal numero di nuove procedure; grazie all’uso del patto marciano le nuove procedure potrebbero diminuire drasticamente, e la minore pressione dei nuovi flussi renderebbe più rapidi i tempi di gestione di quelle giacenti.


Il  pegno non possessorio

Altra importante misura è il pegno non possessorio, che consente all’imprenditore di accedere al credito costituendo un pegno su beni mobili senza esserne spossessato, ma continuando ad utilizzarli nell’attività di impresa. Il beneficio è sia per l’imprenditore, che vede ampliarsi le possibilità di avere accesso al credito e al contempo di continuare l’attività di impresa senza privarsi di beni a ciò necessari, sia per la banca, grazie alla maggiore semplicità ed efficacia delle tecniche di realizzo previste in caso di inadempimento. Abndrà mezionata anche l'istituzione del registro dei crediti deteriorati, che consente ai soggetti interessati all’acquisto di disporre agevolmente e con costi contenuti di un adeguato set informativo, nonché alle autorità di vigilanza di effettuare un monitoraggio più specifico: si agevola così la creazione di un mercato dei crediti deteriorati e si rafforza ulteriormente la stabilità finanziaria.

Misure di modifica alla legge fallimentare e alle procedure concorsuali

Altre misure che introducono l’impiego di strumenti telematici nelle procedure concorsuali daranno un contributo alla velocizzazione delle stesse. Stesso obiettivo hanno le misure relative alle procedure esecutive, ed in particolare le nuove norme in tema di vendite forzate mirano alla salvaguardia del valore dell’impresa e dei singoli beni, oltre ad arginare condotte meramente dilatorie. L’impatto sui tempi di recupero sullo stock dei crediti deteriorati e l’insieme delle misure di semplificazione e modifica alle procedure concorsuali varate dal Governo dal 2015 in poi si stima che avranno un impatto sul recupero crediti  valutato nella misura di 3 anni di riduzione sugli attuali tempi medi.