La rottamazione degli studi di settore

Merita di essere presa in esame la recente decisione di  MEF e  Sose spa e  l’annuncia intenzione di “abbandonare” gli studi di settore.
Il nuovo strumento che “verrà messo a punto con gradualità” è basato sul grado di “affidabilità” del contribuente e permetterà di “superare” gli studi di settore, nonché di abbandonare il loro utilizzo come strumento di accertamento presuntivo.

Il punto centrale è affidato all’indicatore di compliance che fornisce, con una scala da 0 a 10, il grado di affidabilità del contribuente. Quest’ultimo se ottiene un elevato risultato, può accedere al regime premiale che riconosce i seguenti benefici:
  • preclusione dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici ex artt. 39, comma 1, lett. d), secondo periodo, DPR n. 600/73 e 54, comma 2, ultimo periodo, DPR n. 633/72;
  • riduzione di 1 anno del termine di decadenza dell’attività di accertamento ex artt. 43, comma 1, DPR n. 600/73 e 57, comma 1, DPR n. 633/72;
  • possibilità di “subire” l’accertamento sintetico ex art. 38, DPR n. 600/73 (c.d. redditometro) soltanto se il reddito complessivo accertabile eccede di almeno 1/3 quello dichiarato.

L’indicatore in esame sarà articolato in base all’attività economica esercitata in via prevalente, con la previsione di specificità per ogni attività / gruppo di attività. Lo stesso sarà elaborato sulla base di una metodologia statistico-economica che prende in considerazione:

  • gli indicatori di normalità economica (finora utilizzati per la stima dei ricavi);
  • il valore aggiunto e il reddito d’impresa;
  • un modello di regressione basato su dati relativi ad un più ampio arco temporale (8 anni anziché 1) con maggiori informazioni e stime più efficienti;
  • un modello di stima che coglierà l’andamento ciclico (attuale) senza la necessità di predisporre ex-post specifici correttivi congiunturali;
  • una nuova metodologia di individuazione dei modelli organizzativi che consentirà la riduzione del numero, una maggiore stabilità nel tempo e assegnazione più robusta al cluster.

Il nuovo strumento si caratterizza per una serie di specifici elementi, così schematizzati.

  • Indice sintetico di affidabilità / compliance: rappresenta il posizionamento (da 1 a 10) del contribuente sulla base di una serie di indicatori significativi.
  • Indicatori di normalità economica: finora utilizzati per la stima dei ricavi / compensi diventano indicatori per il calcolo del livello di affidabilità / compliance.

Al singolo contribuente saranno comunicati, attraverso l’Agenzia delle Entrate, il risultato dell’indicatore sintetico e le sue diverse componenti, comprese quelle che appaiono incoerenti. In questo modo il contribuente sarà stimolato ad incrementare l’adempimento spontaneo e incentivato a interloquire con l’Agenzia delle Entrate per migliorare la sua posizione sul piano dell’affidabilità”.

È verosimile ipotizzare che l’intervento normativo finalizzato all’introduzione di quanto sopra sarà contenuto nella Finanziaria 2017 e la relativa operatività scatterà dal periodo d’imposta 2017.

Merita, infine, segnalare che l’Agenzia delle Entrate con il Comunicato stampa 8.9.2016 e  seguenti, ha anticipato che già i prossimi modelli degli studi di settore applicabili per il 2016 saranno caratterizzati da una “sensibile” riduzione dei dati richiesti.