Il Regime Forfettario. Quali le novità dell’anno 2017?

Il regime forfettario è stato introdotto per la prima volta nel 2015 con la Legge di Stabilità (art. 1, commi da 54 a 89, Finanziaria 2015). Si tratta di una misura destinata alle persone fisiche esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo (professionisti compresi) che rispettano determinati requisiti e che dichiarano “compensi inferiori a determinati limiti, variabili in relazione all’attività esercitata”.

Il regime è stato reso applicabile a partire dal 1° gennaio 2015 ed è stato successivamente modificato dalla legge di stabilità una prima volta a partire al gennaio 2016.

Fulcro delle modifiche sono state le rilevanti semplificazioni ai fini IVA e contabili e la determinazione forfetaria del reddito da assoggettare a un’unica imposta in sostituzione di quelle ordinariamente previste.

Il regime in esame è un regime naturale, applicabile anche ai soggetti già in attività e ha conosciuto   ulteriori modifiche con la recente Legge di Stabilità 2017 in vigore da qualche settimana.

Ma in cosa consistono le principali novità?
Vediamo insieme alcune delle caratteristiche più importanti.

Sono soggetti al regime forfetario coloro che nell’anno precedente hanno:
  • ricavi conseguiti / compensi percepiti, ragguagliati ad anno, non superiori a quelli individuati nell’apposita Tabella in relazione all’attività esercitata in base al codice attività
  • spese sostenute per l’impiego di lavoratori non superiori a € 5.000 lordi annui
  • costo complessivo dei beni strumentali al 31.12, non superiore a € 20.000.
 Sono esclusi dal Regime Forfettario coloro che:
  • si avvalgono di regimi speciali ai fini IVA o di regimi forfetari di determinazione del reddito
  • non sono residenti in Italia
  • effettuano cessioni di fabbricati in via esclusiva o prevalente
  • contemporaneamente all’esercizio dell’attività, partecipano a società di persone /associazioni professionali / srl trasparenti.
  • che nell’anno precedente hanno percepito redditi di lavoro dipendente o assimilabile (compreso il reddito da pensione) eccedenti € 30.000.
Il Regime forfettario prevede alcune semplificazioni (relative agli obblighi di rendicontazione e computo Iva e ritenute) per gli operatori che vi rientrano: 
  • non addebitano l’IVA sulle vendite
  • non detraggonol’IVA su acquisti
  • non sono soggetti a ritenuta d’acconto
  • non sono tenuti ad operare le ritenute d’acconto
  • non sono obbligati allaregistrazione e alla tenuta delle scritture contabili
  • non sono soggetti agli studi di settore / parametri
 Quanto alla determinazione del Reddito IRES /IRPEF le percentuali sono così suddivise:   
  • per le attività già in corso l’imposta sostitutiva è del 15% calcolata su un coefficiente di redditività differenziato a seconda dell’attività esercitata
  • per le Start up l’imposta sostitutiva del è  5% dalla costituzione  per i primi 5 anni.
 Di seguito una tabella che ci aiuterà a capire meglio i margini di possibilità per rientrare nel Regime forfettario o meno.