Dal Mise controlli più serrati su Startup e Pmi

Nei giorni scorsi il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare n. 3696/C del 14 febbraio 2017, ha cercato di risolvere alcuni dubbi proposti in merito ai controlli che la legge rimette agli uffici del registro delle imprese, post iscrizione nella sezione speciale dedicata alle startup e alle PMI innovative (verifiche preventive) e durante la vigenza dello status speciale di startup innovativa e PMI innovativa (verifiche dinamiche).

La richiamata circolare chiarisce i termini della verifica sui requisiti essenziali, la cui assenza esclude l’esistenza ontologica di Start Up Innovativa.

Ricapitolando quindi, le verifiche dei requisiti fanno riferimento ad accertarsi che la startup:

  • sia una società di capitali non quotata in un mercato regolamentato;
  • sia costituita da non più di 60 mesi;
  • abbia una produzione annua inferiore a 5 milioni di euro;
  • non distribuisca utili;
  • abbia residenza in territorio italiano o in uno Stato Membro Ue (a patto che abbia una sede operativa in Italia);
  • svolga la sua attività ad alto contenuto tecnologico. Per verificare questo punto il Registro delle Imprese farà affidamento su quanto dichiarato dalla startup stessa in fase di presentazione della domanda oppure rivolgendosi direttamente al Ministero qualora lo ritenga opportuno;
  • risponda a due dei tre requisiti alternativi.


Soltanto dopo questo primo controllo, quindi, potranno essere verificati gli elementi che devono essere resi noti dalla società ai fini dell’iscrizione della stessa in sezione speciale (il primo controllo deve necessariamente precedere il secondo in quanto ad esso propedeutico).
 
 
Per le Start Up, la  verifica da effettuare è anche quella della perdita fisiologica dei requisiti per decorso del termine massimo fissato dalla norma.

Per le PMI è prevista “la verifica annuale della esistenza di una certificazione di bilancio, che a regime, cioè una volta iscritta la PMI in sezione speciale – specifica la Circolare - diventa una certificazione legale, soggetta cioè a tutti i requisiti previsti dal richiamato D.Lgs. n. 39/2010, sia in tema di nomina del revisore, che di approvazione da parte dell’assemblea della relazione di revisione, in uno con il bilancio e di deposito della stessa contestualmente al bilancio stesso.”

In entrambi i casi, sia per le Start Up che per le PMI, dovranno essere effettuati i controlli relativi alla dichiarazione annuale di mantenimento dei requisiti.
Varie sono state le norme che, si sono succedute per semplificare le procedure burocratiche. Giàa partire dal Luglio 2016  è stato possibile costituire questo tipo di società semplicemente, ed in alternativa all’atto pubblico, utilizzando il modello standard per la costituzione emanato dal MISE. Inoltre è possibile redigere gli atti,  in deroga alle norme del Codice civile, anche in forma elettronica.

Come per l’atto costitutivo, anche il nuovo modello uniforme approvato dal MISE per le modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto delle startup innovative costituite in forma di SRL, dovrà essere redatto in forma elettronica e firmato digitalmente (art. 24 del C.A.D.). Ad apporre la firma, in questo caso specifico, dovranno essere il presidente dell’assemblea e tutti i soci che hanno approvato la delibera (nel caso di società pluripersonale) o dell’unico socio (nel caso di società unipersonale), in conformità allo standard allegato al decreto.

In aggiunta, il documento informatico dovrà essere presentato per l’iscrizione al registro delle imprese, competente territorialmente, entro 30 giorni dall’assemblea.